mercoledì 9 novembre 2011

Eventi, Il Prof. Manfredi 'conquista' la città

All’inizio era uno studioso, un archeologo. Girava il mondo per scavare e per cercare di svelare i grandi misteri della storia.
Stava diventando una specie di Indiana Jones quando scoprì la sua vena di scrittore.
Fu Alcide Paolini, dirigente della Mondadori, a convincerlo.
"Ero a Roma, su uno scavo, con i miei studenti della Cattolica di Milano, ospite dell’università di Roma che aveva fatto la grandiosa scoperta delle statue di terracotta di Lavinio", ricorda Valerio Massimo Manfredi. "Mi venne l’idea di una storia da scrivere e la raccontai a Paolini. Nacque Pallàdion".

Oggi Valerio Massimo Manfredi ha venduto oltre 15 milioni di libri in 23 lingue e 38 paesi.
“Oggi l’unità familiare è profondamente cambiata: il televisore e il videogioco hanno preso il posto della comunità. Molti genitori hanno abdicato di fronte ai social network rinunciando alla trasmissione personale di informazioni e contatti, di esperienza che rappresentano un tesoro inestimabile” cosi ha esordito il prof. Valerio Massimo Manfredi in occasione della presentazione del Suo nuovo libro dal titolo “Otel Bruni” (Mondadori Editore) che si è svolta domenica 6 novembre 2011 presso l’Auditorium del Museo d’Arte Medioevale e Moderna di Arezzo.

Molte le domande poste dalle giornaliste Antonella di Tommaso, Barbara Bianconi e Nadia Frulli durante l’incontro alla quali il prof. Manfredi ha risposto con gentilezza e simpatia catturando l’attenzione di un pubblico attento e silenzioso.

“Quanto è importante che la Storia sia tramandata anche oggi di padre in figlio?” ha chiesto Antonella di Tommaso durante l’incontro.

“E’ molto importante”, ha risposto il prof. Manfredi “perché dà una stabilità emotiva alle nuove generazioni e una consapevolezza che si traduce in equilibrio. Un patrimonio di conoscenze e testimonianze chiave per ricostruire ed interpretare un’epoca”.

“L’attività di scrittore l’ha distratto da quella scientifica?” ha aggiunto Barbara Bianconi.

“In questo ultimo periodo” ha ricordato il prof. Manfredi “la parte accademica si è ridotta di molto. Ma insegno ancora Archeologia classica. Partecipo a spedizioni e sono ancora impegnato a preparare scavi”.

“Come nasce materialmente uno dei suoi romanzi?” ha domandato Nadia Frulli.

“Non voglio mai raccontare un’epoca” ha risposto il prof. Manfredi “ma una vicenda umana particolarmente intensa. Di qualunque vicenda si tratti. Il resto è solo ambientazione che però va indagata con molta diligenza e precisione”.

Questi soltanto alcuni numeri di un secondo pomeriggio letterario davvero speciale al Giardino delle IDEE:
185 posti prenotati online.
Moltissimo persone che hanno affollato il chiostro del Museo d’Arte Medioevale e Moderna sin dalle ore 15.00.
412 ingressi.
146 libri venduti.
3 minuti di applausi all’ingresso in sala del professore.
Una performance suggestiva, appassionata e coinvolgente delle Donne di Carta nel racconto di brani tratti dai libri del prof. Manfredi.
1 ora di diretta differita sul canale 824 Sky di Toscana Channel.
10 le tartarughe giganti realizzate dall’artista Andreina Giorgia Carpenito.
250 gli scatti artistici realizzati da Roberta Soldani e donati al professor Manfredi al termine dell’incontro in ricordo della giornata in terra di Arezzo.
<<FONTE arezzoweb>>

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