All’inizio era uno studioso, un archeologo. Girava il mondo per scavare e per cercare di svelare i grandi misteri della storia.
Stava diventando una specie di Indiana Jones quando scoprì la sua vena di scrittore.
Fu Alcide Paolini, dirigente della Mondadori, a convincerlo.
"Ero
a Roma, su uno scavo, con i miei studenti della Cattolica di Milano,
ospite dell’università di Roma che aveva fatto la grandiosa scoperta
delle statue di terracotta di Lavinio", ricorda Valerio Massimo
Manfredi. "Mi venne l’idea di una storia da scrivere e la raccontai a
Paolini. Nacque Pallàdion".
Oggi Valerio Massimo Manfredi ha venduto oltre 15 milioni di libri in 23 lingue e 38 paesi.
“Oggi
l’unità familiare è profondamente cambiata: il televisore e il
videogioco hanno preso il posto della comunità. Molti genitori hanno
abdicato di fronte ai social network rinunciando alla trasmissione
personale di informazioni e contatti, di esperienza che rappresentano un
tesoro inestimabile” cosi ha esordito il prof. Valerio Massimo Manfredi
in occasione della presentazione del Suo nuovo libro dal titolo “Otel
Bruni” (Mondadori Editore) che si è svolta domenica 6 novembre 2011
presso l’Auditorium del Museo d’Arte Medioevale e Moderna di Arezzo.
Molte
le domande poste dalle giornaliste Antonella di Tommaso, Barbara
Bianconi e Nadia Frulli durante l’incontro alla quali il prof. Manfredi
ha risposto con gentilezza e simpatia catturando l’attenzione di un
pubblico attento e silenzioso.
“Quanto è importante che la Storia
sia tramandata anche oggi di padre in figlio?” ha chiesto Antonella di
Tommaso durante l’incontro.
“E’ molto importante”, ha risposto il
prof. Manfredi “perché dà una stabilità emotiva alle nuove generazioni e
una consapevolezza che si traduce in equilibrio. Un patrimonio di
conoscenze e testimonianze chiave per ricostruire ed interpretare
un’epoca”.
“L’attività di scrittore l’ha distratto da quella scientifica?” ha aggiunto Barbara Bianconi.
“In
questo ultimo periodo” ha ricordato il prof. Manfredi “la parte
accademica si è ridotta di molto. Ma insegno ancora Archeologia
classica. Partecipo a spedizioni e sono ancora impegnato a preparare
scavi”.
“Come nasce materialmente uno dei suoi romanzi?” ha domandato Nadia Frulli.
“Non
voglio mai raccontare un’epoca” ha risposto il prof. Manfredi “ma una
vicenda umana particolarmente intensa. Di qualunque vicenda si tratti.
Il resto è solo ambientazione che però va indagata con molta diligenza e
precisione”.
Questi soltanto alcuni numeri di un secondo pomeriggio letterario davvero speciale al Giardino delle IDEE:
185 posti prenotati online.
Moltissimo persone che hanno affollato il chiostro del Museo d’Arte Medioevale e Moderna sin dalle ore 15.00.
412 ingressi.
146 libri venduti.
3 minuti di applausi all’ingresso in sala del professore.
Una
performance suggestiva, appassionata e coinvolgente delle Donne di
Carta nel racconto di brani tratti dai libri del prof. Manfredi.
1 ora di diretta differita sul canale 824 Sky di Toscana Channel.
10 le tartarughe giganti realizzate dall’artista Andreina Giorgia Carpenito.
250
gli scatti artistici realizzati da Roberta Soldani e donati al
professor Manfredi al termine dell’incontro in ricordo della giornata in
terra di Arezzo.
<<FONTE arezzoweb>>
Valerio Massimo Manfredi, archeologo e scrittore italiano, laureato in lettere classiche all'Università di Bologna, specializzato in topografia del mondo antico all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, autore di soggetti e sceneggiature per il cinema e la televisione.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento
Lascia il tuo commento...